Roberto Benigni, personaggio eclettico

Chi guarda la televisione o conosce diversi titoli cinematografici non può non aver mai sentito parlare di Roberto Benigni. Si tratta di un talento tra i più cristallini del mondo dello spettacolo italiano e non solo.

È attore, regista, comico, conduttore televisivo, sceneggiatore, showman. Un personaggio che si è fatto apprezzare per la sua capacità di adattarsi a qualsiasi situazione e di colpire il pubblico grazie ad un’ironia che fa ridere e al tempo stesso riflettere.

Gli inizi della carriera di Roberto Benigni

Nato in provincia di Arezzo, Roberto Benigni si appassiona fin da giovanissimo al mondo dello spettacolo e inizia come cantante e musicista, prima di accostarsi al teatro. Porta in scena diversi spettacoli di successo e inizia un sodalizio artistico con Marco Messeri.

Si delinea così il suo tipico personaggio toscano, che si basa su un linguaggio e dei gesti grossolani e su una totale satira nei confronti del potere. Un perfetto mix di comicità e poesia surreale. Caratteristica è la figura del Cioni, che scandalizza l’intero panorama politico. È capace persino di muovere le figure integerrime dei politici, dando agli stessi una luce nuova grazie alla propria satira.

Roberto Benigni in televisione

La carriera di Roberto Benigni ha vissuto un forte impulso grazie al suo impegno televisivo. Dopo i primi sketch basati sulla satira politica, il toscano dà scandalo durante il Festival di Sanremo da lui condotto nel 1980, scambiandosi un bacio appassionato con Olimpia Carlisi e denominando Papa Giovanni Paolo II con un indimenticabile Wojtilaccio.Roberto-Benigni

Collabora con Renzo Arbore e, dopo il culmine della sua carriera al cinema, la Rai trasmette la sua lettura di ben 14 canti della Divina Commedia di Dante, amatissima da Benigni.

Quindi, propone altri spettacoli dedicati alla Costituzione italiana e ai Dieci Comandamenti, senza lasciare in secondo piano l’opera di Alighieri ed ottenendo sempre un grande successo di pubblico.

Una serie di film dal successo enorme

Nel frattempo, Roberto Benigni intraprende una carriera cinematografica da urlo. Collabora con Arbore in due film negli anni ottanta e successivamente conosce Massimo Troisi, con il quale lavora in Non ci resta che piangere. Lavora anche negli Usa, con il culmine raggiunto con il ruolo dell’ispettore Cluseau in Il figlio della Pantera Rosa.

La sua consacrazione internazionale arriva con La vita è bella, film che racconta gli orrori dell’olocausto e frutta a Benigni due Premi Oscar per il Miglior film straniero e il Miglior attore protagonista, oltre ad un terzo per la colonna sonora di Nicola Piovani.

Quindi, compare in Asterix e Obelix contro Cesare insieme a Gérard Depardieu e Laetitia Casta. Nel 2001, Roberto propone al cinema Pinocchio, apprezzato dal pubblico italiano e un po’ meno da quello internazionale. Segue il suo ottavo film da sceneggiatore e regista, La tigre e la neve, che parla della guerra in Iraq e ricalca le tematiche della sua pellicola di maggiore successo.

Nel 2011, partecipa al film di Woody Allen To Rome with Love insieme a Penelope Cruz. Quasi tutti i suoi film di successo hanno un elemento in comune, la presenza della moglie Nicoletta Braschi.

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