Le politiche USA legate all’ambiente con la presidenza Trump

L’approdo di Donald Trump alla Casa Bianca era visto come una iattura non soltanto da gran parte degli analisti, ma anche da chi ha a cuore le tematiche legate alla salvaguardia dell’ambiente.

Non è infatti un mistero che le posizioni di Trump sull’ambiente siano decisamente diverse da quelle che Barack Obama ha assunto nel corso della sua doppia permanenza alla Casa Bianca, prime fra tutte quelle relativa alla lotta contro quello che probabilmente è il problema più serio, ovvero i cambiamenti climatici. Ma quali saranno le mosse di Trump sull’ambiente, una volta entrato alla Casa Bianca? E quali i suoi margini di manovra?

L’Accordo di Parigi resisterà

Chi ha a cuore l’ambiente tira un sospiro di sollievo per quanto riguarda l’Accordo di Parigi, quello che se rispettato da tutti i firmatari, Stati Uniti compresi, dovrebbe riuscire a porre un freno all’aumento della temperatura su scala globale.

Questo accordo è stato firmato da USA e Cina e i due paesi hanno anche ratificato l’accordo, vincolandovisi quindi per quattro anni. Per quanto riguarda questo fondamentale aspetto della politica ambientale di Obama si possono quindi dormire sonni tranquilli.

Quello che invece rischia di venire meno sono i finanziamenti che gli USA hanno in questi anni garantito all’ONU per quanto concerne il tema della sfida, tutta da vincere, sui cambiamenti climatici.

Trump vuole chiudere i cordoni della borsa USA

Trump lo ha chiarito più volte nel corso della propria campagna elettorale: con lui alla Casa Bianca i fondi all’ONU per la lotta ai cambiamenti climatici spariranno dalle note di spesa. E che quelle del tycoon non siano semplici promesse elettorali lo fa pensare il fatto che in diverse occasioni ha affermato che quello del riscaldamento globale è un problema che in realtà non esiste e che è stato “inventato” dalla Cina per contrastare l’economia americana. accordo di Parigi resisterà

E questa posizione così diversa da quella di Obama preoccupa ovviamente tutti, sia gli ambientalisti che le cancellerie europee, le quali in questi giorni si stanno interrogando su come fare a mettere in campo politiche internazionali a tutela dell’ambiente se la nuova amministrazione USA dovesse chiamarsi fuori.

La paura di molti è che le posizioni del nuovo Governo USA finiscano per produrre un effetto a catena: il primo risultato potrebbe essere la volontà della Russia di non andare a firmare e ratificare l’Accordo di Parigi: questa sarebbe senza dubbio un’eventualità catastrofica nella lotta a tutela dell’ambiente.

La nuova politica ambientale USA

E sotto la scure della campagna anti-ambiente di Trump potrebbe ben presto cadere l’Agenzia per la Protezione dell’ambiente: in campagna elettorale il tycoon ha più volte promesso la sua chiusura, affermando che la sua esistenza è stata ed è un ostacolo alla rinascita economica americana, che secondo lui passa da un deciso cambiamento strategico nel settore energetico.

Trump è infatti intenzionato a stoppare le politiche a favore delle energie rinnovabili e a far riprendere quota ad una politica energetica incentrata in gran parte su fonti fossili e sull’estrazione di petrolio.

Come si può capire, per l’ambiente e per chi si batte per la sua salvaguardia, si preannunciano tempi decisamente difficili: la presidenza Trump promette di essere diversissima da quella di Obama anche per quanto concerne la politica ambientale.

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