Le regole del buon capo

Un buon capo deve cercare di seguire dieci semplici regole, che gli permetteranno di essere visto come tale.
Ecco quali sono.

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Essere sempre imparziale coi dipendenti.

Il capo, soprattutto quello che deve dirigere una grande azienda, deve essere assolutamente e tassativamente imparziale.

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Attenzione però: questo non vuol dire che deve essere freddo coi suoi dipendenti, ma cercare solo di vedere un problema, che potrebbe nascere tra di loro, dall’esterno ed evitare di schierarsi dalla parte di un dipendente solo, cosa che potrebbe penalizzarlo.

Essere empatico.

capo empatico

Riuscire a non mostrare rabbia o gioia ai dipendenti, soprattutto in particolari situazioni, risulta essere fondamentale: il buon capo deve avere sempre in pugno i suoi sentimenti e cercare di esternarli il meno possibile.

Anche in questo caso empatico e freddezza non sono sinonimi, in quanto il capo empatico parla coi suoi dipendenti ma cerca sempre di mantenersi distante da loro.

Parlare coi dipendenti.

Il dialogo coi dipendenti risulta essere fondamentale: il capo, qualora il lavoratore abbia un problema, può ovviamente parlare col suo dipendente e capire quale esso sia, in maniera tale che esso possa essere risolto.

Il capo che viene definito buono è anche quello che scende, di tanto in tanto, dall’Olimpo e cammina tra i comuni mortali, ovvero i lavoratori.

Prendere sempre le decisioni da solo.

Il capo deve sempre essere in grado di prendere delle decisioni da solo, senza che altre figure interferiscano.
Un buon capo infatti è quello che sa il rischio che corre con quella decisione, e sa quali sono le migliori per poter essere definito come buon capo.

Valutare il lavoro dei dipendenti.

Un ottimo capo è anche quello che decide di valutare il lavoro dei suoi dipendenti, cercando di essere imparziale: anche se quel lavoratore è antipatico, ma svolge sempre il lavoro in maniera impeccabile, il datore di lavoro dovrà dargli, come giusto che sia, una valutazione positiva.

Premiare i lavoratori.

Cosa motiva i lavoratori? Ovviamente un buon premio, che deve essere attribuito solo a coloro che se lo meritano ed hanno fatto il bene dell’azienda.

In questo modo, anche gli altri saranno molto più spronati ad ottenere quel premio una volta raggiunto un determinato obiettivo.

Trovare il lavoro adatto ai dipendenti.

Spesso, un dipendente in un ruolo potrebbe non trovarsi bene: per questo, il buon capo, deve essere in grado di trovargli una sistemazione, all’interno dell’azienda, che gli permetta di poter esprimere tutto il suo valore, senza che vi siano particolari problemi che, di fatto, intralciano il lavoro di quella persona.

Avere un buon carisma.

Il carisma del capo deve essere sempre superiore a quello dei dipendenti: il buon capo è quello che, quando apre la bocca, incanta i suoi dipendenti per le ottime cose che vengono dette.
Quindi il carisma, ed essere un leader sono caratteristiche essenziali del buon capo.

Ottenere e dare rispetto.

Il capo deve ovviamente ottenere il rispetto dei suoi dipendenti: questo lo si ottiene semplicemente comportandosi rispettosamente nei confronti dei dipendenti stessi, che apprezzeranno questo modo di fare nei loro confronti.

Evitare sfuriate pubbliche e private.

Infine, il buon capo è quello che, se nota un problema, non sbraita o urla verso il dipendente di fronte agli altri colleghi, ma è quello che invece convoca nel suo ufficio il dipendente e ci parla con molta calma.
Il dipendente apprezzerà parecchio anche un rimprovero se detto coi toni e modi giusti.

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