Appuntamento al 4 dicembre per i risultati referendum

In attesa dei risultati del referendum, il PD scende in piazza e parla dei cambiamenti che attendono l’Italia

Dopo il Movimento 5 Stelle e l’inizio del suo tour europeo, anche il Partito Democratico scende in piazza per spiegare le ragioni del “si” al referendum costituzionale del 4 dicembre. Matteo Renzi si mostra interessato al dialogo con la minoranza democratica e tende la mano alle richieste avanzate da una porzione del partito.

L’invito del presidente del consiglio ai colleghi più anziani è quello di sostenere il partito ed il fronte del “si”, in modo da non far fallire le nuove leve esattamente come già successo in passato ai veterani del PD.

Renzi, inoltre, tende la mano a Cuperlo e a tutti coloro che criticano l’Italicum, parlando di una sua completa disponibilità a rinegoziarlo. Nel frattempo, Di Maio punta il dito contro la manifestazione indetta da Renzi, sostenendo che il PD abbia pagato le spese dell’evento con i proventi derivanti dai rimborsi elettorali. Matteo Salvini, anch’egli intervenuto sulla questione, solleva dubbi su eventuali brogli che a parere suo potrebbero interessare il voto degli italiani residenti all’estero.

La vittoria del “si” ai risultati del referendum costituzionale allontanerebbe la navetta

Ogni legge, in Italia, deve essere approvata sia dal Parlamento che dal Senato. Nel caso il testo subisca modifiche lungo l’iter di approvazione, la legge deve tornare indietro per essere riapprovata da capo da entrambe le camere. Questo passaggio continuo e spesso molto lungo, prende il nome di navetta parlamentare.

La navetta è in grado di rallentare pesantemente i tempi di approvazione di una legge e di far lievitare i costi della burocrazia. Una ipreferendumotetica vittoria del “si” sancita dai risultati referendum comporterebbe la totale scomparsa della cosiddetta navetta.

Durante la presente legislatura, delle 252 leggi approvate, ben 50 hanno subito rallentamenti dovuti al continuo rimbalzo fra una camera e l’altra. Alcune delle 50 leggi hanno necessitato addirittura di 4 e più riletture, prima di essere approvate. Ogni legge, prima di essere approvata, ha tempi differenti, sebbene la media parli di 237 giorni. Tutte le leggi che necessitano di letture addizionali alzano la media a 457 giorni e i testi di legge partoriti da iniziative parlamentari necessitano addirittura di 828 giorni.

Il Movimento 5 Stelle propone tagli sulla politica indipendenti dai risultati del referendum

Luigi Di Maio sostiene apertamente un grosso taglio alle spese della politica. Di Maio dice di aver restituito personalmente 200 mila euro ed evidenzia come il suo partito abbia messo 18 milioni di euro in un fondo utilizzato per finanziare la nascita di 3000 imprese che oggi danno lavoro a circa 6000 persone.

I vertici del Movimento 5 Stelle combattono da anni affinché ogni mina spesa venga resa trasparente, rimborsi compresi. Anticipando i risultati referendum del 4 dicembre, il M5S annuncia una proposta di legge relativa al taglio degli stipendi dei parlamentari, una misura che dovrebbe far risparmiare agli italiani almeno il doppio di quanto previsto dal referendum costituzionale. Di Maio ha anche invitato Renzi a sostenere personalmente questa iniziativa, volta ad un concreto risparmio sui costi della politica.

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