Visita guidata a Siena: ecco Piazza Postierla

Siena è una città ricca di luoghi magici e di angoli splendidi: tra questi, non si può non menzionare quella che viene definita dal popolo toscano come la Piazza dei Quattro Cantoni, vale a dire Piazza Postierla, situata all’incrocio di quattro vie molto importanti per la città. La piazza si trova esattamente nel punto in cui si intersecano quattro arterie rilevanti, ognuna delle quali proveniente da un punto cardinale diverso: da est Via di San Pietro, da ovest Via del Capitano (dove è situato il Duomo), da nord Via di Città (dove c’è Piazza del Campo) e da sud Via di Stalloreggi. Qui inizia il Vicolo del Verchione, anche se per pochi metri.

Con l’aiuto di una visita guidata a Siena (a tal proposito potete vedere il sito Guideintoscana.it), Piazza Postierla può non avere più segreti, e ogni suo angolo può essere scoperto nei minimi dettagli. Risulta curioso notare la storia del toponimo, che ha quasi sicuramente origini latine: il nome, infatti, deriva da “pusterula”, che in seguito è stato volgarizzato in “postiella” o, appunto, “postierla”, e indica una porta di formato ridotto, un ingresso di piccole dimensioni e secondario in una cinta muraria.

piazza postierla a siena

Non si può che pensare, quindi, che la porta a cui si fa riferimento si la Porta del Verchione, non a caso nota come Porta di Posterula, che si trova nel vicolo omonimo adiacente. Insomma, c’entra la cinta muraria di quella che, un tempo, era una colonia romana, ed è interessante scoprire che già nel 1076 ci sono tracce di questo toponimo, che viene menzionato in una conversazione tra i testimoni di una compravendita. Alcuni, per altro, hanno pensato che in Piazza Postierla si trovasse il punto di intersezione tra il decumano e il cardo, in genere usato come foro pubblico: si è arrivati a ipotizzare tale collocazione a causa della posizione privilegiata dello spazio.

La storia della piazza, che si può “respirare” ancora oggi, è – quindi – molto ricca: nel 1536, per esempio, l’imperatore Carlo V proprio qui venne salutato dagli aquilini, che decisero di inalberare un vessillo che riportava la scritta “Praesidium Libertatis Nostrae” con la raffigurazione di un’aquila asburgica di colore nero. La leggenda vuole che l’imperatore, contento di tale avvenimento, volendo sdebitarsi abbia attribuito il titolo di “nobile” alla contrada.

Tra i meandri della storia, infine, si scopre anche un episodio di cronaca nera, anche se risalente a circa mezzo millennio fa: era il 15 luglio del 1500, infatti, quanto il letterato Niccolò Borghesi, celebre personalità politica della Repubblica, fu assassinato in questa piazza da alcuni sicari, molto probabilmente pagati e inviati da Pandolfo Petrucci, che ai tempi era il signore di Siena ma che, soprattutto, era suo genero.

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