Uso degli impianti dentali: eventuali conseguenze

Gli impianti dentali sono dispositivi medico-chirurgici atti a risolvere casi di adentulismo totale o parziale o solamente la sostituzione di alcuni denti ormai compromessi; si tratta di radici artificiali, o più precisamente, di viti in titanio osteointegrate che, inserite nell’ossatura mascellare o mandibolare, dovranno ospitare denti molto simili, per estetica e per funzione, a quelli originari del paziente. Malgrado siano molteplici vantaggi apportati da queste innovazioni (l’impedimento del riassorbimento osseo delle arcate dentarie, una perfetta e sicura masticazione dei cibi senza dover più avvertire dolore alle gengive infiammate a causa delle protesi mobili ed il mantenimento estetico del volto del paziente), essi possono essere talvolta causa di conseguenze piuttosto sgradevoli e a volte persino rischiose.

Il primo effetto negativo a cui si può incorrere dopo l’inserimento di un impianto dentale è il suo rigetto, cioè una reazione di difesa del sistema immunitario contro il corpo esterno inserito dal chirurgo, che condurrà al rifiuto e alla conseguente espulsione e perdita dell’impianto; tale processo potrebbe verificarsi nell’arco dei primi 10-15 giorni dall’intervento, ma, una volta trascorso con successo questo periodo, il rischio del rigetto potrà essere considerato ormai decaduto.

Un’altro dei principali rischi a causa dagli impianti dentali sono le infezioni, causate da una mancanza di un adeguato rispetto delle norme igienico-sanitarie da parte del chirurgo, riguardo l’uso degli strumenti necessari; oggi, questo spiacevole fenomeno va sempre più diminuendo a motivo dell’introduzione di strumenti monouso, capaci di garantire una massima igiene durante l’esecuzione degli interventi e per la cura preventiva prescritta dal medico, a base di antibiotici e antinfiammatori, da somministrare subito dopo l’intervento di impianti dentali.

Non meno importante è la rischiosa lesione dei nervi; durante l’inserimento di un impianto dentale può accadere che accidentalmente, la vite in titanio vada a toccare qualche nervo, causando dolori per niente trascurabili, formicolio e intorpidimento della parte interessata, con una significativa risonanza sulle labbra, sulle gengive fino ad arrivare alle guance. In tal caso il chirurgo, per ovviare a questo fastidiosissimo inconveniente, dovrà effettuare necessariamente un altro intervento con il preciso scopo di fermare ed eliminare l’infiammazione presente, rimuovendo anche dalla bocca del paziente l’impianto precedentemente inserito; ma il più delle volte la presenza di questi sintomi non va attribuita ad una lesione del nervo, ma è dovuta solamente alla trazione del lembo chirurgico gengivale, anche se il dubbio verrà chiarito e risolto solo da appositi esami radiografici sull’intera arcata dentale del paziente.

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