Perché ricorrere allo sbiancamento dei denti?

Quello di avere denti bianchissimi è un desiderio ormai comune a chiunque voglia sentirsi bene con se stesso e nel sociale.

I denti in natura non sono affatto bianchi, anzi possono variare da una colorazione avorio fino al giallo e al marrone o presentarsi con discromie irregolari che rendono antiestetica la superficie visibile.

Ma quello estetico è solo uno dei motivi che spinge a richiedere uno sbiancamento dentale.

Il sorriso: un biglietto da visita

Solitamente la principale motivazione della richiesta di sbiancamento dentale è una colorazione molto intensa o disomogenea che può intaccare la propria autostima e avere risvolti negativi nei rapporti interpersonali, andando ad inficiare sull’immagine e determinando un impatto visivo decisamente antiestetico.

Se infatti si pensa che il sorriso è uno dei primi dettagli che viene notato quando ci si rapporta con gli altri, può diventare comprensibile l’esigenza di migliorarne la colorazione naturale, facendola tendere verso una tonalità più vicina al bianco.

Spesso, inoltre, l’idea di denti sani è associata all’immagine di denti bianchi e splendenti, eppure questa comparazione non ha alcunché di realistico, poiché anche denti gialli per natura e non per processi patologici, possono essere perfettamente sani.

Non da ultimo i denti gialli rimandano anche all’idea di una scarsa igiene personale, soprattutto di quella relegata alla bocca e ai denti, rovinando l’impressione generale che si può scaturire al primo sguardo.

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Le cause dell’ingiallimento dentale

Benché sia possibile che i denti gialli siano effettivamente la conseguenza di una scarsa cura personale a causa di processi di deposizione di placca e tartaro che se non rimossi adeguatamente possono portare alla formazione di vere e proprie carie, nella maggior parte dei casi le motivazioni di tale cromia più carica è da ricercare altrove.

Alcuni pigmenti colorati contenuti in alimenti e bevande, così come quelli derivati da alcuni tipi di farmaci, possono fissarsi nello strato più esterno dello smalto dentale e determinare la formazione di antiestetiche macchie. In alcuni casi questi pigmenti possono approfondirsi fino alla dentina e fissarsi ancora più saldamente. Analogamente il tabacco da masticare può indurre lo stesso effetto, mentre ancora peggiore è quello esercitato dal fumo di sigaretta che non solo ingiallisce i denti ma determina anche un effetto di ingrigimento per la presenza di catrame.

Anche l’invecchiamento può comportare un naturale oscuramento della cromia dentale, avviandola verso una colorazione giallastra o marrone in base al colore di base, il quale è influenzato dalla genetica dello spessore dello smalto e della dentina, nonché dalle abitudini di vita.

Lo sbiancamento dentale professionale

Prima di poter effettuare uno sbiancamento dentale, è necessario sottoporsi ad una visita presso un professionista per valutare le cause che possono aver determinato l’ingiallimento.

In base ad esse il dentista potrà quindi identificare un tipo di discromia dentale intrinseca o estrinseca e valutare il trattamento del’elezione.

In genere la metodica più frequentemente utilizzata sfrutta l’azione sbiancante di un gel a base di perossido d’idrogeno applicato sui denti ed esposto ad una luce laser che ne attiva le molecole, alleggerendo la colorazione delle superfici.

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