Le emissioni delle lampade abbronzanti

Le lampade abbronzanti devono essere sottoposte a verifiche periodiche – in modo particolare per ciò che riguarda le loro emissioni – finalizzate a garantire l’incolumità di chi ne usufruisce. Il regolamento che precisa la lista di apparecchiature elettromeccaniche per uso estetico come le lampade è contenuto nel decreto numero 110 del 12 maggio del 2011, diventato esecutivo il 30 luglio dello stesso anno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale numero 163, in virtù della collaborazione tra il Ministero della Salute e il Ministero dello Sviluppo Economico.

Vengono definite le caratteristiche tecniche di tali apparecchiature, ma anche le cautele di utilizzo e le modalità di esercizio. Come si può immaginare, una gestione corretta e adeguata dei dispositivi a raggi UV, cioè ultravioletti, è fondamentale per fare sì che la salute del cliente – o comunque dell’utente della lampada – sia tutelata.

L’azienda Bisecco Elettromedicali mette a disposizione delle aziende che ne hanno bisogno questo servizio di verifica: recandosi sul sito Bisecco.net è possibile avere ulteriori informazioni e scoprire come contattare l’attività, che ha sede a Ospedaletto Euganeo, in provincia di Padova. Il decreto già menzionato, tra l’altro, ha imposto che le apparecchiature abbronzanti non abbiano un’intensità superiore al picco di 0.3 W per metro quadro, ma ha anche reso obbligatori il controllo della presenza di indicazioni di sicurezza per gli utenti, la verifica della conformità CE degli strumenti e la disponibilità di schede personali dei clienti, all’interno delle quali devono essere specificati il numero di sedute e la dose di esposizione in funzione del fototipo per ogni seduta.

lampade abbronzanti emissione

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Tutte queste precauzioni sono necessarie se si tiene conto del fatto che l’esposizione ai raggi UV rappresenta la principale causa di melanomi e tumori della pelle. Tutte le classi di questi raggi hanno la capacità di danneggiare la pelle, sia che si tratti di raggi UVC – con una lunghezza d’onda compresa tra i 100 e i 280 nanometri -, sia che si tratti di raggi UVB – con una lunghezza d’onda compresa tra i 280 e i 315 nanometri -, sia che si tratti di raggi UVA – con una lunghezza d’onda compresa tra i 315 e i 400 nanometri -.

I pericoli insiti nell’utilizzo delle lampade abbronzanti sono evidenti: basti pensare al fatto che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha condotto uno studio epidemiologico secondo il quale il ricorso ai lettini abbronzanti da parte di ragazzi nell’età dell’adolescenza comporta un aumento del rischio di contrarre il melanoma nell’ordine del 75%. Se i lettini solari vengono usati prima del compimento del 35esimo anno di età, inoltre, la probabilità di incorrere in un melanoma sale addirittura all’87%. Ecco perché le verifiche degli impianti sono a dir poco fondamentali.

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