Differenze tra Parquet da interno e da esterno: caratteristiche che li distinguono

Il parquet da sempre è l’espressione più classica ed elegante di pavimentazione sia per la sua grande capacità decorativa sia per le sue prestazioni tecniche e pratiche. Oggigiorno, infatti, il parquet ha raggiunto una qualità di lavorazione talmente alta da non temere restrizioni e spesso viene impiegato anche per la realizzazione di ambienti esterni molto glamour e ricchi di fascino. Quando si parla di parquet, tuttavia, è necessario porre delle distinzioni fra la tipologia da interno e quella da esterno perché vi sono delle specifiche tecniche ben definite che distinguono i due diversi tipi di rivestimento.

Il parquet per interni: una soluzione calda e raffinata

Il legno è un materiale dalle doti eccezionali e, grazie alle sue caratteristiche d’isolante acustico e termico, alla grande resistenza ed elasticità, è una delle soluzioni da interno più amata. Il parquet può essere di due tipologie:

  • pre-finito (già trattato)
  • tradizionale (da trattare dopo l’istallazione)

Quest’ultimo è realizzato in legno massello e, solo dopo la posa, è sottoposto ai diversi tipi di trattamento (levigazione, cera, olio e vernice). La differenza principale tra il parquet per interni e quello per esterni consiste proprio nel processo di lavorazione del legno.

Il parquet per interni: niente limiti nella scelta del legno

parquet da interno

A dispetto del parquet per esterni, quello per interni possiede una vasta gamma di essenze tra le quali potersi sbizzarrire. Le dimensioni e i formati del parquet per interni, tra l’altro, sono moltissime ed è possibile ottenere diversi tipi di scenografie.

Il parquet per esterni: quando la natura incontra la natura

un parquet  da esterno bagnato

Tutte le immagine sono prese da Paral.it

Il parquet non teme l’umidità e si presta ottimamente a resistere agli agenti atmosferici e alle intemperie, diventando un egregio alleato delle ambientazioni esterne. Come avviene per altre tipologie di legno utilizzate per l’esterno, anche il parquet richiede trattamenti specifici e deve essere scelto seguendo determinate caratteristiche.

Il parquet per esterni: il legno più adatto

Per la realizzazione di un rivestimento per esterno è fondamentale distinguere le essenze adatte da impiegare. Attualmente, il mercato offre un’ampia possibilità di scelta che va dai legni tropicali (come l’Ipè o il Teak) noti per la loro robustezza a quelli più rustici ed economici come l’Acacia, il Pino, l’Abete americano o il legno massiccio Bangkirai. La scelta del legno da impiegare, tuttavia, non deve seguire solo dei criteri economici o estetici ma deve rispettare l’uso che se ne deve fare. Se, ad esempio, si vuole inserire il parquet a bordo piscina, la scelta migliore è il Teack perché può essere calpestabile anche a piedi scalzi. Il Pino, invece, è più adatto a tutte quelle superfici praticabili con scarpe.

Il parquet per esterni: trattamenti specifici e dimensione dei listoni

Il parquet per esterni è disponibile in molti formati e in due tipologie, ossia, i listoni o decking e le mattonelle o le quadrotte. I primi sono impiegati per rivestire superfici particolarmente estese e irregolari e sono ottimi come pavimentazione per giardini. Le mattonelle o le quadrotte, invece, sono utilizzate per rivestire superfici regolari come nel caso di terrazzi o patii.
A differenza del parquet per interno, quello per esterno non è mai verniciato ma solo pretrattato: in questo modo si garantisce la naturale porosità del legno e la superficie non è scivolosa.

Fonte: Guida Parquet di Paral.it

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