Slot online e casino i 5 giocatori più forti di sempre

I 5 giocatori di casino che presentiamo sono personaggi fuori dalla norma, dotati di grandissime abilità e baciati dalla fortuna.

Ma la dea bendata, si sa, è cieca e capricciosa, pronta a voltare le spalle anche a coloro che fino un attimo prima parevano i suoi beniamini.
Per questo non tutte le biografie si concludono con una ricchezza stabile e perpetua, ma semmai con qualche interrogativo.
Avrebbero dovuto capire quando smettere di giocare? Oppure a un certo punto, magari inconsapevolmente, si sono stufati di tanto talento e pochi brividi? Chissà.
Quel che è certo, rimane per tutti e 5 la comunanza di un destino insolito, che vale la pena conoscere.

Archie Karas

Archie Karas, vero nome Anargyros Karabourniotis (era di origine greca): è lui il gambler più grande di tutti i tempi?
Sì, perché a nessun altro è riuscito di convertire un capitale iniziale di 50 $ in 40 milioni. Come? Poker, tanto poker, ma anche dadi e biliardo, mescolati a fortuna e talento in percentuali che nessuno saprebbe districare.
Il grande heater, così vengono definiti i giocatori d’eccezione come lui, nasce nell’isola greca di Cefalonia nel 1950.
La biografia della sua infanzia non racconta di un destino facile. La famiglia di Archie è povera, e il padre si comporta come un despota pericoloso. Un giorno poco ci manca che ammazzi il figlio con una badilata, ed è quindi comprensibile come il futuro gambler decida ad appena 15 anni di allontanarsi da casa.
In qualche modo, Archie riesce a farsi assumere come cameriere a bordo di una nave diretta a Portland, nell’Oregon.

Negli Stati Uniti inizia la seconda fase della sua vita.
Raggiunta Los Angeles, il giovane trova lavoro in un ristorante, e in contemporanea comincia a giocare a biliardo. La cosa gli riesce bene, ed Archie comincia a vincere.
Presto appare evidente che il suo hobby è molto più fruttifero che il lavoro al ristorante. Ma il ragazzo non vuole adagiarsi sul solo biliardo, tanto più che gli avversari, intimoriti, si tirano indietro uno dopo l’altro.
E’ a questo punto che fa una conoscenza approfondita del poker.
Il nuovo gioco per lui si rivela un’esaltante altalena di grosse vincite e grosse perdite, ma un giorno si accorge che i suoi averi si sono ridotti a 50 miseri dollari. Che fare?

E qui inizia la terza fase della sua vita, quella leggendaria.
Archie si sposta a Las Vegas. Nella capitale mondiale dei casinò, fra poker e dadi, accumula ben presto una fortuna di 17 milioni di dollari. Li usa per sfidare i più grandi giocatori di poker, e finisce che fra carte e craps la somma si moltiplica, sino ad arrivare a 40 milioni.
I gambler più agguerriti devono arrendersi di fronte a lui, con la sola eccezione di Johnny Chan.
Per 2 anni, la fortuna predilige Archie Karas. A volta perde, è vero, ma poi recupera sempre.
A un certo punto però le cose cambiano.

Ed ecco la quarta fase della vita di questo heater. Vincite e perdite continuano a succedersi, ma ora le seconde prevalgono sulle prime, finché tocca il fondo: in 3 settimane perde praticamente tutto.
In anni recenti ancora jella: i casinò di Las Vegas l’hanno inserito sulla loro black list, e Archie, che ha provato a ribellarsi, e per questo è stato condannato da un tribunale, deve rassegnarsi.

Ne soffrirà davvero? Mah. Un giorno ha dichiarato che i soldi non sono nulla, e che per lui contano solo la salute, la libertà, l’amore e la felicità.

 

Kerry Packer

Kerry Parker nasce a Sydney, Australia, nel 1937, in una famiglia agiata in cui il capofamiglia, il padre di Kerry, accumula e consolida un patrimonio e ne spende una parte al gioco.
Un esempio formativo per il piccolo Kerry, che, a differenza degli altri gambler famosi, morirà in ricchezza e prosperità nel 2005.
Eppure dissipa davvero tanto, nei casinò. Il suo record negativo risale al 1997, quando in una notte perde alla roulette 20 milioni di dollari. Lui non si scompone. E’ fatto così, di una materia intinta di inossidabile aplomb.
Difatti, non si altera nemmeno in occasione della sua vincita maggiore, a Las Vegas: 33 milioni in una settimana. In quale modo? Una miscellanea di baccarat, slot, poker, e altro. Kerry ha gusti eterogenei, che dispiega anche al di fuori dei casinò, per esempio nelle corse dei cavalli.

Intanto, la medesima audacia, che però non è mai cieca temerarietà, fa prosperare i suoi affari: quando Kerry deve arrendersi alle complicanze di un’insufficienza renale, il suo patrimonio è persino maggiore di quello ricevuto in eredità.

Stanley Fujitake

Per Stanley Fujitake il gioco d’azzardo significa soprattutto craps, e la cosa gli riesce così bene che i casinò lo vedono volentieri quanto una pestilenza.
Tranne a quello dell’hotel California di Las Vegas, dove nel 1989, in una sola notte, Stanley gioca fino a racimolare una somma vicina al milione di dollari.
Una caparbietà fortunata, certo, ma anche merito della sua non comune resistenza: 118 lanci in 3 ore di gioco!
Un record, che giustamente gli è valso il nick di Braccio d’Oro.
Curiosamente, quella sera vincono tutti assieme a Stanley, evento unico nella storia dei casinò.
Cosa significa questo? Che mentre lui lancia i suoi dadi, gli altri gambler iniziano ad accorgersi della sua fortuna, e realizzano puntate su di lui.
Persino il casinò punta su di lui… Il manager, John Repetti, dà infatti lo strano ordine di lasciarlo giocare in pace. Bontà d’animo? Macché.
In realtà, il perspicace dirigente intuisce che le perdite della serata saranno ampiamente ricompensate dalla pubblicità generata dall’evento, e infatti così è.
Stanley muore nel 2000 a 60 anni, ma al California esiste tuttora una targa in sua memoria.

Gonzalo Garcia-Pelayo

Allo spagnolo Gonzalo Garcia-Pelayo bisogna riconoscere spirito di osservazione, bravura con i numeri, capacità di gioco di squadra e, infine, abilità nel scegliersi “complici” fidatissimi, ossia i suoi stessi familiari. Caso raro, nelle sue vincite la fortuna ha poco a che fare.
Questo produttore di dischi e frequentatore di tavoli da roulette, un bel giorno si accorge che alcuni numeri escono con maggiore frequenza di altri. Presto capisce la ragione: un difetto strutturale dei tavoli stessi.
Per poterne approfittare, Gonzalo si impegna a raccogliere dati statistici sui numeri vincenti (coadiuvato dal figlio) e ad effettuare un’analisi matematica delle probabilità, che infine svela quando e su quali numeri puntare per vincere. La strategia riesce, e Gonzalo accumula vincite finché si fa notare… per la sua spilorceria: non lascia mai mance ai croupier!
Risultato: bandito dai casinò. Ma: colpo di scena, perché il gambler intenta una causa giudiziaria e vince. Motivazione: i bari sono colpevoli, ma i furbi no…
Oggi, Gonzalo continua a guadagnare soldi, svelando i suoi segreti in libri di successo.

Richard Jarecki

Altro eccellente sistemista, Richard Jarecki è tuttora ricordato (senza affetto) dai casinò di mezza Europa, incluso quello di Sanremo.
Negli anni ’70 non solo vince, ma viene anche abbondantemente imitato, un vero e proprio flagello per i casinò.
La sua abilità consiste nell’individuare una roulette difettosa, e accanirsi il più possibile sulla preda. A Sanremo, a Montecarlo e in altri posti provano a vietargli l’ingresso, ma funziona? Non proprio, perché come Garcia-Pelayo nemmeno lui è un baro, e se a Sanremo, in totale, racimola qualcosa come 600 milioni di lire, beh, non resta che pagargli le vincite… Un esempio per tutti i gambler del mondo.

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