Compro Oro, protagonisti della storia economica

In questi anni di crisi, sempre più persone si sono trovate a doversi rivolgere ai Compro Oro per poter disporre di contanti cedendo i propri beni preziosi. Abbiamo osservato il moltiplicarsi di questi esercizi commerciali senza avere un’idea chiara circa le regole commerciali di questo settore e la relativa normativa in tal proposito.

E’ necessario, a tal punto, sviluppare qualche chiarimento circa questi esercizi commerciali per imparare ad orientarci adeguatamente all’interno di questa particolare realtà.

compro oro, attività protagoniste nell'economia
Storia dei Compro Oro

I primi Compro Oro nacquero, in totale autonomia ed esenti da qualunque tipo di regolamentazione, sul finire degli anni ’90. Era un tipo di attività espletata dai gioiellieri verso i clienti fidelizzati sotto la formula di “permuta di oggetti preziosi usati”.

Nel 2000, con i primi segni della crisi, qualcuno ha individuato gli alti margini di guadagno di quest’attività, prendendo le distanze dai gioiellieri originari e trasformandola in un “autonomo commercio di merce usata”. L’attività dei compro oro si è quindi diffusa priva di un quadro normativo chiaro.

Criticità

L’assenza di una normativa chiara, aumenta la possibilità di incorrere in truffe, oltre ad aumentare la possibilità di infiltrazioni criminali all’interno del settore. E’ di fondamentale importanza non generalizzare la questione demonizzando i Compro oro che, in questi anni di crisi economica, esercitano un ruolo sociale non indifferente.

Le fondamentali criticità del settore riguardano: la sua stessa regolamentazione e l’applicazione dell’IVA sulla vendita di oggetti usati. E’ per questo necessario regolamentare il concetto di Reverse Change e garantire una situazione fiscale e giuridica chiara.

Regolamentazione del settore

Davanti al proliferare dei Compro Oro, le autorità competenti non hanno più potuto ignorare il problema e tra il 2004 e il 2005 hanno avuto inizio i primi controlli della Guardia di Finanza con la relativa nascita dell'”Associazione Nazionale Tutela i compratori dell’oro”.

La necessità è che sia emanata una legge che tuteli tanto i Compro Oro quanto i clienti.  Le proposte di legge attuali prevedono l’equiparazione dei Compro Oro alla classe dei gioiellieri ed orefici; una riduzione del capitale sociale minimo da 120.000 a 40.000 euro e l’iscrizione ad un apposito registro da istituirsi presso la CCIAA.

Per contrastare l’attività di ricettazione si richiede una puntuale tranciabilità degli oggetti compravenduti istituendo un registro telematico di pubblica sicurezza contenente tutte le informazioni circa le operazioni compiute. Dal punto di vista fiscale viene legittimata l’apprlicazione del “Reverse Change” nelle cessioni di gioielleria usata.

 

Consigli per il consumatore

E’ chiaro, quindi, che nonostante un gran numero di compro oro sia onesto, resti questo un settore appetibile per infiltrazioni di criminali e truffatori. Le regole da seguire per evitare di incorrere in truffe sono davvero poche:

  • è necessario informarsi autonomamente circa l’attuale quotazione dell’oro,
  • pesarlo in casa con una normale bilancia
  •  farsi valutare gratuitamente il bene da più di un esercizio commerciale per poter scegliere la valutazione più conveniente.

E’ importante diffidare dei Compro Oro che sottovalutano la nostra merce così come da quelli che la sopravvalutano, è possibile, invece, fidarsi dei compro oro che svolgono la loro attività alla luce del sole, chiedendovi di fornire un documento di riconoscimento, pesando la merce davanti ai vostri occhi e rilasciando una regolare ricevuta. Le catene in franchising, peri i più diffidenti, rappresentano una ulteriore garanzia di onestà.

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