I giovani emigrano all’estero per il lavoro

L’Italia è per molti un paese ricco di speranza nel quale riporre tutta la fiducia di una viaggio senza ritorno. Eppure ad oggi, sono molti gli italiani, soprattutto ragazzi, che decidono di mollare tutto e partire per trovare fortuna e lavoro all’estero.

Sono sempre di più, infatti, i giovani che espatriano per tentare nuove esperienze all’estero.

Se all’inizio sono principalmente viaggi di assestamento e tentativi di prova, spesso si trasformano in vere e proprie migrazioni di massa. Non più quindi un breve anno a Londra per migliorare l’inglese, ma viaggi esplorativi che diventano successivamente trasferimenti ufficiali.

L’Istat ha recentemente ufficializzato i numeri di queste migrazioni e tiene costantemente un registro aggiornato sugli spostamenti internazionali della popolazione italiana. Durante gli anni ci sono stati incrementi anche del 20 per cento e questo significa che gli italiani stanno cambiando radicalmente il modo di affrontare la disoccupazione nazionale e la crisi persistente. Non ci si accontenta più di un lavoro sottopagato e precario quando all’estero c’è la concreta possibilità di ottenere giusti compensi e gratificazioni personali.

Il paese prescelto rimane il Regno Unito. Probabilmente si tratta di una scelta quasi obbligata: l’amico che già prima di noi si è trasferito e ci può garantire una base d’appoggio all’arrivo e la scarsa lontananza che ci separa dall’isola britannica e che ci permette in poco più di un’ora di rientrare in patria in caso di bisogno.

C’è la Germania come secondo paese più gettonato dai nostri connazionali. Ancora una volta il suolo tedesco è prescelto come meta lavorativa e di studio e che poi diventa la patria nella quale stabilirsi definitivamente.

Svizzera, Stati Uniti e Francia chiudono la classifica dei luoghi dove troviamo più italiani emigrati in assoluto.

Le migrazioni coinvolgono per la maggior parte uomini dai 20 fino ai 45 anni d’età e sta cambiando anche il target dei viaggi di lavoro. Se prima infatti a partire erano giovani ragazzi in cerca di fortuna, che potevano giostrarsi tra la vita del barman o di quella di cameriere nel classico ristorante italiano all’estero, adesso a partire sono per la maggior parte laureati che sentono di non essere apprezzati per il loro sforzo di ottenere un riconoscimento accademico.

Qui i giovani laureati vengono assunti per i ruoli più disparati: call center e promoter tra i più richiesti. Un paese che ha approfittato della situazione e che spreca i talenti in posizioni inferiori, mentre toglie lavoro alle categorie escluse da studi importanti.

Avere la possibilità di lavorare all’estero quindi, rimane un’importante opportunità per crescere professionalmente e per crescere anche come persona.

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